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Schermi e Lavagne
L’educazione al cinema nella scuola dell’infanziaFondazione Cineteca di Bologna Dipartimento educativo Schermi e Lavagne
Abstract
L’articolo illustra le premesse e gli obiettivi del Dipartimento educativo della Cineteca di Bologna “Schermi e Lavagne” e il processo di strutturazione delle attività rivolte alle scuole dell’infanzia, che ha seguito un doppio binario:
Ambito internazionale: sono stati cruciali gli spunti ricevuti da altre cineteche in occasione della realizzazione di progetti europei sull’educazione al cinema.
Ambito locale: è nata nel corso degli anni una proficua collaborazione con il Comune di Bologna – Dipartimento Educazione, Istruzione e Nuove generazioni in merito alla realizzazione di percorsi formativi per insegnanti e educatori.
Parole chiave
Cinema, scuola, infanzia, formazione, proiezioni, laboratori
Contatti
schermielavagne@cineteca.bologna.it
Si ringrazia per la collaborazione il Dipartimento Educazione, Istruzione e Nuove generazioni del Comune di Bologna.
LA CINETECA DI BOLOGNA E L’EDUCAZIONE AL CINEMA
L’educazione alle immagini rappresenta oggi una missione cruciale per chiunque si occupi di formare le giovani generazioni.
“Il cittadino-spettatore è uno dei grandi protagonisti del nostro tempo, ma – nella maggioranza dei casi – è trattato dal sistema dei media come una merce, come un’unità di misura, come l’ingranaggio di un dispositivo di mercato. I suoi tratti distintivi sono la passività e l’inconsapevolezza…”: Giuseppe Bertolucci, Presidente della Cineteca di Bologna dal 1997 al 2011, ben prima della rivoluzione digitale che ha portato a una modifica profonda nella fruizione dei prodotti audiovisivi, diventata sempre più rapida e distratta, sosteneva la necessità di un’educazione alle immagini che permettesse alle giovani generazioni di sviluppare attenzione critica e capacità di analisi per diventare cittadini consapevoli.
Le cineteche mirano inoltre a conservare e valorizzare la bellezza e la ricchezza del patrimonio cinematografico, consapevoli dell’importanza della memoria a livello collettivo e individuale. Queste riflessioni furono alla base della nascita del progetto della Cineteca “Schermi e Lavagne”, che si proponeva di organizzare un’offerta articolata di attività per le scuole e per le famiglie e che, anno dopo anno, si è strutturato in un vero e proprio dipartimento educativo, che gestisce progetti complessi collaborando con realtà nazionali e internazionali.
L’infanzia e le proiezioni cinematografiche hanno molto in comune. Una certa intensità. Il sogno ad occhi aperti. La gioia di vedere successivamente persone e cose apparire e scomparire. Il grande gioco delle metamorfosi”
(Comolli, 2015, p. 34).
Tra le sue prime iniziative, ha curato la pubblicazione della traduzione italiana dell’ormai classico L’Hypothèse Cinéma di Alain Bergala, formatore, professore universitario e critico che influenza ancora oggi la pratica della didattica del cinema: Bergala ha sempre sostenuto che il cinema, in quanto arte, rappresenti un’occasione di incontro con l’alterità che deve “generare tempesta”, aprire a un’esperienza nuova. Ed è la scuola il terreno privilegiato in cui tale incontro può avvenire. Il cinema gioca anche un ruolo determinante nella rappresentazione e nel racconto del mondo, nella formazione e nell’identità culturale di ciascuno. Per accendere i riflettori su tutti questi elementi è imprescindibile una mediazione, realizzata da “traghettatori” (passeurs), in grado di accompagnare bambini e ragazzi alla scoperta del cinema appassionandoli e sollecitando risposte attive e creative.
“Schermi e Lavagne”, attraverso le sue attività per le scuole, i docenti e le famiglie, si propone proprio di assumere questa funzione.
“SCHERMI E LAVAGNE” E I PERCORSI PER LA SCUOLA DELL’INFANZIA
Gli inizi L’avventura di “Schermi e Lavagne” nelle scuole dell’infanzia ha avuto inizio, da un lato, con i primi fecondi scambi con le educatrici e le pedagogiste delle scuole dell’infanzia bolognesi attraverso un ciclo di corsi di formazione; dall’altro con un progetto europeo che vide capofila la Cineteca di Bologna: “Abcinema” (2014-2015) e il suo seguito “Abcinema plus” (2015-2016).
Il contesto era quello di un rinnovato interesse per l’educazione al cinema in ambito europeo: nel 2011 la Commissione Europea aveva incaricato un consorzio di cinquanta esperti e altrettanti enti provenienti da diversi Paesi UE di mappare le buone pratiche ed elaborare un report dello stato dell’arte della Film Education. Ne nacque un documento ancora oggi attuale e condiviso tra chi si occupa di cinema e scuola: Screening Literacy.
Successivamente, il programma “Europa Creativa – Sottoprogramma Media (2014-2020)”, grazie alla linea di finanziamento Audience development e Film Literacy, diede grande impulso e sostegno economico a diversi progetti: così nacque “Abcinema”. L’obiettivo del progetto fu quello di esplorare approcci innovativi all’alfabetizzazione cinematografica basandosi su principi condivisi: il cinema come forma d’arte, l’accessibilità del patrimonio e la necessità di fornire strumenti per una conoscenza critica e creativa. La sfida per “Schermi e Lavagne” fu quella di lavorare nel contesto delle scuole dell’infanzia, fino ad allora frequentato solo sporadicamente.
Le proiezioni La proiezione cinematografica è alla base delle progettualità di “Schermi e Lavagne”. Nel lavoro con la scuola dell’infanzia, ci si colloca in una fase iniziale di scoperta. La visione in sala è prima di tutto un’esperienza collettiva durante la quale i bambini esplorano e condividono emozioni.
Tenendo conto di criteri quali qualità, età e tempi di attenzione, si privilegia il cortometraggio. Questo formato permette di tessere legami estetici e stilistici tra diverse opere, adottando un approccio comparativo che consente ai bambini di esplorare varietà di punti di vista. La figura del mediatore accompagna la visione e stimola la conversazione, agendo come guida e ascoltatore delle impressioni dei piccoli.
La lettura ad alta voce e il laboratorio Viene dedicata grande attenzione all’albo illustrato grazie alla sinergia con realtà come biblioteche e associazioni. La lettura ad alta voce crea uno spazio condiviso per confrontarsi sulle immagini e sul loro significato. Infine, il laboratorio permette di mettere in pratica il linguaggio audiovisivo: attraverso il “fare”, i bambini trasformano la visione in azione creativa.
LA COLLABORAZIONE CON IL COMUNE DI BOLOGNA
L’intreccio di riflessioni tra le scuole dell’infanzia bolognesi e “Schermi e Lavagne” è attivo da numerosi anni attraverso progetti e buone pratiche.
I corsi di formazione a livello comunale
2012/2013: Didattica del cinema e didattica col cinema, dedicato al teatro delle ombre e all’animazione.
Dal 2014/2015: Questione di sguardo, per allenare uno sguardo consapevole integrando cinema e albi illustrati.
Dal 2021/2022: Il corso Stamp, connesso alle Linee pedagogiche nazionali zerosei, basato sull’osservazione della natura e sulla creazione di timbri artigianali.
Recente: Ipotesi cinema. Educare all’immagine e al bello, volto a riprendere i principi fondamentali del linguaggio cinematografico come arte.
A scuola di cinema: una sfida nazionale La “Legge Cinema” del 2016 ha segnato una svolta, destinando il 3% del FUS a progetti scolastici. La Cineteca di Bologna partecipa con il progetto “A scuola di cinema”, coinvolgendo circa novanta scuole in sette regioni. Il Piano Nazionale riconosce l’importanza della didattica del cinema anche per la fascia pre-scolare, sfida che la Cineteca porta avanti in stretta collaborazione con il Comune di Bologna.
La professoressa Emi Beseghi, nella postfazione al libro di Bergala, dona parole molto significative a riguardo. “La passione – si sa – si trasmette per contagio, accende la scintilla della curiosità, si nutre del ‘non detto’; alimenta il senso di uno scambio [...]. Come la lettura incontrata nell’infanzia è una vera e propria iniziatrice ‘le cui chiavi magiche’, racconta Proust, ‘aprono la porta di dimore in cui non avremmo saputo penetrare da soli’, così il piacere della visione, se incontrato e sperimentato nell’infanzia, lascia un segno così profondo da accompagnare anche altre età della vita”
(Bergala, 2008, p. 160).
BIBLIOGRAFIA
A.A., Education à l’image. Pour quoi fare?, in “Les enjeux du regard”, n. 1, 2015.
Bergala A., L’ipotesi cinema. Piccolo trattato di educazione al cinema nella scuola e non solo, Cineteca di Bologna, 2008.
Cinémas 93, Guide 2021. Les tout-petits vanno au cinéma, 2021.
Dimitri A. Christakis D.A., Hale L., Handbook of Children and Screens. Digital Media, Development, and Well-Being from Birth Through Adolescence, Springer, 2025.
Doria A., Brusa F. (a cura di), Crescere spettatori. Il teatro va a scuola, Roma, Sossella, 2022.
Munari B., Verbale scritto, Mantova, Corraini, 2008.
Tarkovskij A.A., Scolpire il tempo. Riflessioni sul cinema, Ubulibri, 1991.
SITOGRAFIA
Bologna Zerodiciotto: www.bolognazerodiciotto.it.
Piano Nazionale Cinema e Immagini per la Scuola: cinemaperlascuola.istruzione.it.
“Schermi e Lavagne”: cinetecadibologna.it/schermi-e-lavagne.