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L’editoriale
di Monica Guerra
Ci sono bambini di tutti i tipi, di tutti i colori, di tutte le forme. I bambini che decidono di non crescere, non cresceranno mai. Avranno un mistero dentro di sé. Allora anche da grandi si commuoveranno per le piccole cose: un raggio di sole o un fiocco di neve.
(Beatrice Alemagna, Che cos’è un bambino?, Topipittori, 2008)
Scegliere di conservare una parte bambina dentro di sé è una possibilità che non tutte e tutti coloro che stanno crescendo hanno, perché per poterlo fare occorrono alcune condizioni che permettano di sperimentare le qualità vitali dell’infanzia. Per scegliere di non crescere del tutto bisogna avere l’opportunità di abitare l’infanzia assaporando ogni sua peculiarità, ogni sua ambiguità, ogni sua incoerenza. Occorre poter sprecare tempo in ciò che è inutile, senza che ciò sia effettivamente considerato insensato. Occorre poter giocare, in ogni forma e modo, per sperimentare la vita in quel cerchio magico che ne custodisce i significati originari, sapendo che quella finzione è al tempo stesso autentica e protetta. Sapendo che c’è chi veglia affinché il gioco di crescere possa dispiegarsi.
Per potersi commuovere anche da grandi per le piccole cose occorre aver avuto modo di assaporare un raggio di sole senza aver patito la sete, godere di un fiocco di neve senza aver sofferto il freddo. Aver incontrato la bellezza e non l’orrore, aver sentito la cura e non l’abbandono, aver potuto giocare la guerra e non viverla realmente nella fame, nell’arsura, nel gelo, nella distruzione, nella perdita, nella fuga, nella ferita, nella menomazione, nella devastazione, nel dolore, nel terrore, nella morte. Nella follia disumana dell’annientamento.
Decidere di non crescere diventando adulti capaci di conservare dentro di sé il mistero dell’infanzia è un lusso non scontato se non si ha la sicurezza di poter provare a crescere. Se si rischia continuamente di morire.
Bambine e bambini, tutte e tutti, hanno il diritto che sia loro garantita la vita, la sicurezza, lo sviluppo, che sia loro dato ascolto, salvaguardando il loro interesse come assoluta priorità, senza distinzione di razza, sesso, lingua, religione, opinione. Lo dice la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, che definisce i diritti fondamentali che devono essere riconosciuti e garantiti a tutti i bambini e a tutte le bambine del mondo. Lo direbbe, prima, anche il principio al cuore della vita, ma i grandi, si sa, hanno spesso bisogno di richiami per fare ciò che dovrebbe essere normale. Certe volte, nei casi peggiori, hanno persino bisogno che gli sia ricordato che cos’è un bambino. Chi se lo ricorda, chi lo sa, non smetta mai, neppure per un secondo, di difendere il diritto di ognuna e ognuno a crescere, potendo scegliere di conservare dentro di sé il mistero dell’infanzia.
Fondata da Loris Malaguzzi
Direttore responsabile Andrea Pagano
Direttrice scientifica Monica Guerra
Comitato scientifico Monica Amadini (Milano), Francesca Antonacci (Milano), Maja Antonietti (Parma), Fabrizio Bertolino (Aosta), Andrea Bobbio (Aosta), Silvana Calaprice (Bari), Silvia Demozzi (Bologna), Cosimo Di Bari (Firenze), Paulo Fochi (São Leopoldo, Brasile), Aldo Fortunati (Firenze), Ilaria Grazzani (Milano), Inmaculada Gonzàlez (Huelva, Spagna), Elena Luciano (Milano), Susanna Mantovani (Milano), Elena Mignosi (Palermo), Paola Milani (Padova), Luigina Mortari (Verona), Moira Sannipoli (Perugia), Chiara Saraceno (Torino), Donatella Savio (Pavia), Nima Sharmahd (Gent, Belgio), Andrea Traverso (Genova), Beate Weyland (Bressanone), María Ainoa Zabalza (Vigo, Spagna), Francesca Linda Zaninelli (Milano) Elena Zilioli (Roma), Barbara Zoccatelli (Trento), Franca Zuccoli (Milano).
Coordinamento editoriale e redazionale Giovanna Carugo
Comitato di redazione Manuela Bruno, Francesca Ciabotti, Cinzia D’Alessandro, Daniela Ghidini, Francesca Romana Grasso, Marta Locatelli, Giorgia Lo Giudice, Letizia Luini, Daniela Mainetti, Elisabetta Marazzi, Ilaria Mussini, Elena Ravasio, Angela Rinaldi, Elisa Rossoni, Francesca Rota, Angela Sangalli, Stefano Sturloni, Alessia Todeschini, Sara Vincetti.
Progettazione e realizzazione grafica Maria Grazia Brumana
Copertina © Museo della Ceramica di Savona
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BIBLIOGRAFIA
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Falcinelli R., Figure, Torino, Einaudi, 2020.
Lill G., Spunti sul lavoro aperto, Bergamo, Zeroseiup, 2016.
DOMANDE GENERATIVE
L’esperienza descritta determina dei cambi di posizione continui per assumere diversi punti di vista: quale domanda-guida può utilizzare l’équipe per non scivolare in un’inconsapevole cristallizzazione di processi e significati?
Nella convivenza tra famiglie, ognuna diversa a suo modo, non solo quelle con background migratorio, favorire una comunicazione multilaterale è una precisa responsabilità: cosa possiamo mutuare dall’esperienza dell’articolo?
La fotografia fissa significati ma le persone cambiano continuamente: quale libertà e quali limiti devono intrecciarsi per dare voce ai mutamenti?
Francesca Romana Grasso