Menu
APPUNTI PER COORDINARE
Simona Cherubini, Valerio Ghilardi, Marta Locatelli, Elena Ravasio e Angela Sangalli1
Giochi di ruolo per accompagnare il gruppo
“Il servizio educativo diventa promotore di iniziative sul proprio territorio, punto di riferimento educativo, partecipante attivo per far vivere esperienze educative esterne alle proprie famiglie. Può aprire inoltre i propri spazi alla comunità con progettazioni mirate per farsi conoscere e coinvolgere altre famiglie, anche non appartenenti al servizio stesso”
(MI, 2022, p. 29)
Il coordinatore è invitato a far emergere un potenziale trasformativo dentro ai gruppi educativi che accompagna, creando condizioni che rendano tutti i soggetti coinvolti disponibili a lasciarsi permeare dalle novità delle situazioni, a scoprirsi, ad ascoltare e osservare con nuove prospettive gli imprevisti caratterizzanti le quotidianità della propria e altrui storia educativa. Per promuovere i processi trasformativi, in alcune situazioni diventa efficace utilizzare dei giochi di ruolo e delle simulazioni che permettono di porre al centro del dibattito aneddoti e accaduti che stanno abitando i propri contesti. È estremamente efficace imparare a portare al centro del gruppo quei quesiti che spesso arrivano in maniera diretta al coordinatore, che non sempre è chiamato a possedere immediate risposte o soluzioni. Siamo infatti ormai certi che in un processo di continua evoluzione, quale è quello dei servizi educativi della prima infanzia, non esistono certezze e strade univoche da intraprendere nella cura delle relazioni educative. Durante i momenti di staff e i collegi docenti proporre giochi dove viene permesso di calarsi nella parte, di immergersi con simulazioni concrete in aneddoti che colleghe e colleghi di altre sezioni stanno sperimentando, valorizza e potenzia l’idea della cooperazione di gruppo nella ricerca di nuovi significati del proprio agire educativo. I giochi di ruolo, dove a ognuno degli adulti presenti viene assegnata una parte da interpretare per mettere in scena esperienze realmente accadute (gestione di conflitti tra pari, colloqui con famiglie, conduzione di una proposta in sezione, gestione dei momenti di routine della giornata al nido e alla scuola dell’infanzia, gestione di un ricongiungimento delicato pomeridiano dopo una giornata colma di avvenimenti…) sono azioni formative indicate per rendere flessibili schemi rigidi o chiusi e per dare nome ad alcune delle emozioni che accompagnano costantemente la professione dell’educatore e dell’insegnante. Un gruppo di colleghi simula la situazione scelta come focus di attenzione e il resto del team educativo, che si mette in una postura osservativa, propone, alla fine della rappresentazione, le proprie riflessioni, raccontando come avrebbe agito in quella determinata circostanza. Il flusso di parole e di idee viene raccolto dal coordinatore, che in queste situazioni è chiamato a diventare conduttore di questi giochi di ruolo e a facilitare la seguente rielaborazione del gruppo. Da queste simulazioni spesso nascono nuove prospettive e nuovi modi di porre attenzione alle relazioni educative che si vivono in una sezione, liberando i soggetti coinvolti da logiche ormai consolidate che non permettono il cambiamento. Queste esperienze diventano una pratica di cura del proprio sé all’interno di un gruppo educativo, sviluppando un’attenzione non giudicante verso le proprie e altrui azioni e emozioni, sostenendo ansia e incertezza nell’errore e promuovendo un’idea di responsività come postura relazionale nelle professioni educative.
¹Coordinatrici, coordinatore di servizi 0-6 e formatori.
BIBLIOGRAFIA
Acanfora F., La “Convivenza delle Differenze”, in “Autismo, comunicazione & inclusione”, 2021, www.fabrizioacanfora.eu/la-convivenza-delle-differenze. Agamben A., L’uso dei corpi, Milano, Neri Pozza, 2017.
Berger J., Capire una fotografia, Milano, Contrasto, 2014.
Cecotti M., Fotoeducando, Parma, Edizioni Junior-Spaggiari Edizioni, 2016.
Deligny F., I bambini e il silenzio, Bologna, Spirali, 1997. Deligny F., Una zattera sui monti, Roma, Alefbet, 1977.
Falcinelli R., Figure, Torino, Einaudi, 2020.
Lill G., Spunti sul lavoro aperto, Bergamo, Zeroseiup, 2016.
DOMANDE GENERATIVE
L’esperienza descritta determina dei cambi di posizione continui per assumere diversi punti di vista: quale domanda-guida può utilizzare l’équipe per non scivolare in un’inconsapevole cristallizzazione di processi e significati?
Nella convivenza tra famiglie, ognuna diversa a suo modo, non solo quelle con background migratorio, favorire una comunicazione multilaterale è una precisa responsabilità: cosa possiamo mutuare dall’esperienza dell’articolo?
La fotografia fissa significati ma le persone cambiano continuamente: quale libertà e quali limiti devono intrecciarsi per dare voce ai mutamenti?
Francesca Romana Grasso